martedì, dicembre 20, 2011

Furor

"Internet e i social media sono il non-luogo dove si scaricano le frustrazioni della massa"

La crisi economica, sociale e nazionale è, prima di tutto e innanzitutto, crisi delle coscienze soporificate da promesse di benessere illusorio, da modelli preconfezionati e falsati status mentali. In un sistema che si autodetermina in una logica perversa di creazione del problema-presentazione della soluzione- risoluzione fittizia, siamo tutti imbrigliati in un circolo vizioso per cui veniamo portati a credere che basti pubblicare link e video in rete, sui nostri profili, per scaricarci la coscienza.

La fregatura è proprio questa: pensare che strumenti di controllo possano essere usati per stanare il controllore! E mentre ci indignamo di fronte all'ennesima notizia, non facciamo altro che regalare il nostro potere personale e la nostra capacità critica, ammesso che ne abbiamo una.

E invece, come sempre, come dalla notte dei tempi, è imperativo lavorare al nostro interno per risolvere le problematiche: o siamo leoni o siamo carne da macello!

Se avessimo facoltà reale di guardarci attorno con obiettività, scopriremmo che nella Natura esistono esempi chiari di quanto dico. Parliamo di noi come opposti e diversi dalla massa e non ci accorgiamo di quanto, invece, spesso ne facciamo parte. Ci diciamo che non siamo pecore, ma sapete che questa metafora delle pecore è tale solo quando sono spaventate? Un allevatore mi ha raccontato che le pecore hanno un loro specifico carattere, ognuna è, per certi versi, diversa dall'altra, proprio come gli umani. Esse si comportano come branco senza alcuna capacità di discernimento, solo quando hanno PAURA...

Ritenerci diversi dalle pecore vuol dire non avere la benchè minima idea di come funzioni un essere umano, in cui le emozioni la fanno da padrone incontrastate. E di questi tempi è sotto gli occhi di tutti cosa può fare la paura...

La krisis è innanzitutto una possibilità, una fucina di potenzialità attraverso cui veniamo messi di fronte a noi stessi, nudi e crudi, perchè possiamo crescere. Quando tutte le tue identificazioni, quando ogni percezione illusoria e solidità vengono distrutte, è allora, più che in ogni altro momento, che puoi fare salti di consapevolezza. Ma devi sapere come fare e devi avere in te almeno un minimo di volontà per lavorare al tuo interno, altrimenti sei fottuto!

E' imperativo, ora come non mai, non lasciarsi abbattere, identificati, dalla paura: bisogna tenere la guardia alta, sfruttare la situazione come un manager accorto e cavalcare l'onda delle possibilità che ci vengono offerte.

Fondamentalmente siamo stati portati a credere che tutto ciò che ha a che fare con l' evoluzione della consapevolezza, sia infiocchettato e profumato, pronto per la nostra bella faccina da angelo. Beh, sapete la novità? Ci hanno fregati! Se togliessimo lo strato di trucco vedremmo ciò che c'è realmente sotto: marciume e olezzo! E non mi dispiace se questo non piace, perchè in certe situazioni è necessario dire le cose esattamente come sono. Prima impariamo a guardare la realtà delle cose, prima possiamo quantomento pensare a come agire, per uscire dall' impasse.

L' unica strada possibile è lavorare su di noi, non ci sono manifestazioni, nè proteste, nè petizioni che servano. Se dentro di me c'è un servo sottomesso alle ragioni esteriori, niente e nessuno potrà mai cambiare questa realtà, se io per primo non ne sono neanche consapevole.

La situazione è disperata? E' proprio questo il momento in cui si possono superare i limiti. Il Coraggio non ha alcun senso quando tutto va bene, il Fuoco Sacro si autoalimenta nella lotta, innanzitutto e soprattutto con se stessi.

2 commenti:

emilio ha detto...

per essere buoni bisogna essere forti

kiarodiluna ha detto...

Ciao Emilio, prima bisogna verificare perchè si vuole essere buoni e cosa significa per noi. Il buonismo è una malattia peggiore del moralismo. O forse intendevi qualcosa di diverso?