La differenza tra giudizio conoscitivo e morale è importantissima. Il giudizio morale viene espresso su ciò che dovrebbe o non dovrebbe esserci. E il Cristo dice: non giudicate. E pensate che si riferisca al giudizio conoscitivo? Il Logos è fatto per il giudizio conoscitivo! Più giudizi conoscitivi un essere umano crea e meglio è. E' tutta luce.
Invece il giudizio morale su un'altra persona non è realmente possibile.
Cosa ci vorrebbe per darlo, a ragion veduta? Bisognerebbe conoscerla in toto, questa persona, conoscere tutte le sue forze morali per sapere cosa veramente può e cosa non può, conoscere esattamente il suo posto di membro vivente nell'organismo dell'umanità.. tutte cose non possibili. Ma io ho il diritto di respingere ogni tentativo di giudizio morale da parte altrui, soltanto se non giudico io stesso. Non giudicate affinchè non veniate giudicati. Soltanto colui che ha la forza morale di proibirsi a ragion veduta ogni giudizio morale sull'altro, avrà il coraggio morale di ignorare ogni tentativo di giudizio emesso su di lui. Questa è libertà! Qui si respira! E noi ci inquiniamo la libertà continuando a giudicarci moralmente, continuando a confondere tra giudizio conoscitivo e giudizio morale.
Quando io dico: questa persona è un cuoco catastrofico, è un giudizio conoscitivo oggettivo: o è vero o non è vero. Certo c'è anche una parte soggettiva, ma l'affermazione ha una sua realtà oggettiva. Quando io dico: questa persona è buona, oppure cattiva, allora è un giudizio morale. .. Tante pesantezze sociali dipendono dal giudicare. Una persona che giudica è debole: ha bisogno di giudicare gli altri perchè non è sufficientemente radicata in sè stessa. Lo scotto karmico è quello di attirare, di rimando, giudizi su di sè: costringe gli altri a respingere i giudizi che ha emesso e questi possono farlo solo giudicando lei.
Pietro Archiati (Il Vangelo di Giovanni)
giovedì, luglio 14, 2011
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