O somma Luce che tanto ti levi dà concetti mortali,
a la mia mente ripresta un poco di quel che parevi
e fa la lingua mia tanto possente,
ch' una favilla sol de la tua gloria
possa lasciare a la futura gente.
Dante
Mergor, ut emergam.
Cerco parole per dire, spiegare le vorticose acque che si frangono nel mio dentro. M'immergo, ancora più profondamente, ché in questo momento mi sembra di navigare su acque troppo tranquille e superficiali.
La Natura mi ha donato e dotato di una stupefacente bussola che m'avverte, con rossi segnali di pericolo, quando allento troppo le corde del Lavoro, quando la disconnessione rischia di allontanarmi troppo dal centro. I momenti di pausa sono necessari a riprendere fiato, ma questa natura umana può fagocitare totalmente se non si presta Attenzione.
E quando invio richieste ripetute, l' Universo mi risponde, sempre.
"Bussate e vi sarà aperto. Chiedete e vi sarà dato"
Mi sono sempre chiesta perchè certe Sue parole risuonino in me, ravvivando la certezza certa. Non conosco la risposta, so soltanto che esiste in me una fiducia innata, la fiducia di un bimbo nei confronti del padre, che non ammette repliche, anche di fronte ad improbabili evidenze.
Ed ho quasi timore a parlare di Lui, perchè il rapporto è sempre stato intimo, speciale, segreto e anche perchè mi sento talmente piccola, da pensare di non potermi permettere di dire.
Lui mi riporta a terra quando la falsa concezione di me prende il sopravvento e torna a giudicare, più forte di prima. Con immagini di un' umanità diversa eppure uguale, di tenerezza dura e lieve al contempo. Con occhi di fronte ai quali non si può fuggire, anche se una parte di te vorrebbe.
E nelle pieghe interne di questi strati, vado scoprendo che quel che continua a spingermi, a volte anche contro me stessa, creando attriti indicibili, non è altro che il Suo richiamo.
Richiamo scomposto in forme diverse, ma ovunque guardi, ovunque cerchi, Lui è già e sempre lì ad attendermi.
Vorrei riuscire a dire questo tormento che mi porto dentro, questo falò che a tratti si autoalimenta e divampa, la passione e il fuoco sotto la cenere. Ma non esistono parole per descrivere la tenerezza dentro la forza, non c'è parola che valga, solo stupore e tremore.
E torno bimba, abbracciata al suo ginocchio, mentre la sua mano mi accarezza i capelli.
Cerco la Porta del Sole, per oltrepassarla e poterti incontrare - Avatar ( Radiodervish)
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